sabato 9 luglio 2016

Siamo sempre alle solite: Parole che vanno contro la volontà di Dio!



Parole che vanno contro la volontà di Dio!




Continuano le esternazioni a sproposito. 
Quando un uomo vuol dir di più del suo Dio, lo giudica.

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link: il Papa: “Amare troppo gli animali è un male”


“I peggiori mali sono povertà, corruzione, tratta delle persone. Posso confondermi con la statistica, ma quali sono gli aspetti per cui le persone spendono di più, dopo alimentazione, vestiti e medicine? Al quarto posto ci sono i cosmetici, al quinto gli animali di compagnia. Questo è grave, eh. Amare gli animali è come programmare l’amore: io posso programmare la risposta amorevole di un cane o di una gattina e non necessito di alcuna esperienza di amore di reciprocità umana. Sto esagerando, non prendetemi alla lettera, però c’è da preoccuparsi.” Lo ha dichiarato il Papa nel corso di una lunga intervista al giornale argentino “La Voz del Pueblo”.
Già lo scorso anno papa Francesco aveva detto che “ci sono cose che a Gesù non piacciono: i matrimoni sterili per scelta, che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Forse è più comodo avere un cagnolino, due gatti e l’amore va ai due gatti e al cagnolino” anche se “alla fine, questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine. Non è un matrimonio fecondo”.

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Bergoglio le spara sempre più grosse, e rinnega le stesse parole di Cristo.

Gesù disse:

Matteo 6,26-30

"26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.30 Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?"



Gesù ci parla dell'uomo in relazione agli animali, li pone come metro di confronto, ma sottolinea nel pezzo un particolare che il Padre Celeste li ama tanto e fa comprendere che il suo amore per loro è smisurato, ma dice volete che voi siete meno di loro? Come dire, si Dio ama anche gli animali ma voi non siete meno di loro, non pone un di più ma un uguale, perchè Dio ama tutto il suo creato e tutto il suo creare nello stesso modo, ma noi siamo amati di più di molti altri. 
la frase " Non contate voi forse di più di loro? " sta ad indicare che se non contiamo di più, contiamo uguale, poi aggiunge "Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro."  che i gigli erano di più di Salomone, questo per far capire che Dio apprezza le cose belle nelle cose semplici, e non nel lusso dello scintillio dei vestiti, ma nella luce prodotta dalle anime, il giglio non ha un anima, ma il suo fiore è la sua anima, per cui esso splende di purezza e candore come esso è, cioè dimostra cosa Dio fa per esso, quanto Dio lo ama, quanto lo rende bello e splendente, è un modo per dire che il giglio piccolo fiore che poi si secca e viene pure bruciato, nella sua semplicità è più bello dello splendore e gloria di Re Salomone, e dice "non farà assai più per voi, gente di poca fede?" ecco qui afferma che perchì non insegue la propria gloria e non veste di vesti sontuose, ma si riveste di un anima splendente come un giglio, Dio farà molto di più per noi, che per il giglio stesso! 
Questo ci fa capire che Dio ama tutta la sua creazione nello stesso modo, ma un occhio di riguardo verso coloro che lo glorificano e non si glorificano, perchè i gigli glorificano e dimostrano la gloria di Dio, noi invece spesso ci gloriamo da soli, e non glorifichiamo Dio. 

Nelle parole di Bergoglio, c'è contraddizione, perchè anche gli animali come i fiori non si gloriano, ma in essi glorificano Dio, nel loro essere, perchè mediate essi, noi vediamo Dio, riflesso in essi, per cui se noi non riusciamo a cogliere la gloria di Dio mediante le sue piccole creature come possiamo dire di cogliere la gloria di Dio in noi? 
Il primo ad amare gli animali di un amore immenso è proprio colui che li ha creati, chi sa amare un animale, sa amare anche l'uomo, e rispetta la natura che ci circonda, chi invece non sa amare gli animali, è colui che combatte l'opera gloriosa che Dio ha posto attorno a noi. 
Non si può dire amare gli animali è un male, perchè semmai il vero male sta in chi non è sensibile all'animale e non lo ama, come Dio ama lui, però è anche vero che non puoi tu uomo amare più un animale e amare meno un altro tuo simile, perchè ciò significa che tu non ami nemmeno il tuo Dio che mediante quell'animale dimostra la sua Gloria. 
La domanda e affermazione giusta sarebbe stata, chi poni al primo posto il tuo prossimo o l'animale, il fiore?

Ma non dire amate troppo l'animale è un male, è sbagliato, perchè va contro le parole di Gesù.

"Amare gli animali è come programmare l’amore: io posso programmare la risposta amorevole di un cane o di una gattina e non necessito di alcuna esperienza di amore di reciprocità umana."


L'amore vero, non si può programmare è un sentimento che viene dall'anima, non dal cuore, come Gesù disse, "il cuore è la fonte del male" e vuoi che Gesù non sappia quel che dice?

Nemmeno la risposta amorevole degli animali si può programmare perchè l'affetto dell'animale è istintivo, non programmato, l'animale ti ama e ti riconosce solo se tu sei stato buono con lui e lo hai sinceramente amato, ma se hai fatto qualcosa di non buono se lo ricorda e ti punisce, come si dice il ricordo degli elefanti; questo fa capire che Bergoglio non ama gli animali, e confonde l'amore di questi per noi, con una programmazione statistica, forse egli ama di più la matematica che la natura. 
Contrariamente a Dio che essendo come un ortolano, un pastore, ama più la natura che la matematica.

La seconda affermazione è molto diversa: 

"Già lo scorso anno papa Francesco aveva detto che “ci sono cose che a Gesù non piacciono: i matrimoni sterili per scelta, che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Forse è più comodo avere un cagnolino, due gatti e l’amore va ai due gatti e al cagnolino” anche se “alla fine, questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine. Non è un matrimonio fecondo”.

Senza ombra di dubbio non posso che dire che non è vero questo ragionamento, se va nella direzione che penso, ma se per caso mira ad altro cambia il pensiero. 
Nel momento in cui una coppia decide di non aver figli, pur potendo averli, va contro la volontà di Cristo, perchè la famiglia e il matrimonio stesso si regge solo se c'è frutto, quando il frutto non c'è per scelta, il matrimonio si dovrebbe intendersi non valido e annullato e la chiesa dovrebbe porlo come condizione nel rito del matrimonio stesso, se invece l'impedimento è di natura umana, cioè fisico, psicologico e genetico cambia il discorso, il matrimonio è valido. 


Poi la giustificazione degli animali da compagnia, non centra nulla con il decidere di non voler aver figli. Io capisco che l'animale sopperisce alla mancanza dei figli, è che spesso è un atto e peccato anche grave di rifiuto di una vita umana, e in questo caso si traduce in rifiuto dell'esistenza di Dio, se il matrimonio viene contratto innanzi e per benedizione divina, cioè sostenuto e unito da Dio stesso. 
In solitudine arrivano anche molti matrimoni che non possono aver figli per sterilità o reciproca o di uno dei due, ma questo non centra. 

Mi fa ridere la cattiva solitudine, perchè esiste una buona solitudine, è assurdo questo discorso, un pontefice, vescovo, prete non è solo per tutta la sua vita? anche se circondato da tante gente, ma è pur sempre solo e la sua vecchiaia la passa spesso in solitudine, secondo me questo strano e curioso discorso in realtà vuole parare ben più lontano di quello che tutti credono, leggendolo così, io invece ne leggo qualcosa di ben diverso e di ben più sottile e astuto, un messaggio che viaggia nella mente di tanti preti che sono soli effettivamente... Mi sembra un piccolo sassetto gettato in un grande stagno di solitudine, forse un anticipazione alla prospettiva di una chiesa formata anche da preti sposati come quella più ortodossa?  Un tentativo lontano di dir agli alleati, miro a quello?