domenica 25 ottobre 2015

I risposati sono condannati alla morte eterna.


Oggi, 25 ottobre 2015. Messa delle 11.

Dirò solo un pensiero, ma ho già espresso in diversi altri articoli il mio pensiero sul discorso dei matrimoni, divorzi, gay, ecc.

Questa mattina duramente la comunione alla santa messa ho chiesto una parola da parte di Cristo e fortunatamente me l’ha concessa..anzi a dir la verità l’ho sentito e visto molto sconsolato, molto afflitto, molto stanco, dice:

 “””Io Figlio del Dio Altissimo Padre Celeste, ho udito il pianto dei mie angeli e lo sdegno degli uomini che mi amano, che è salito fino a Me, con un grido di anatema. Quindi dico a te figlio, comunica al mondo le mie parole, anche se molti non ti credono e non ti ascoltano, perché rimarranno fisse … disconosco ogni singola parola di questo sinodo … se la chiesa degli apostoli decide di portare avanti questa battaglia rimarrà sconfitta e ogni singolo uomo che aderirà ad essa, alle idee di chi porta avanti questi pensieri bugiardi, anch’essi riceveranno la medesima condanna; chi mangerà il mio corpo e sangue pur sapendo di non essere nella mia legge, mangerà la sua condanna.”””

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I punti più discussi
I padri sinodali si sono espressi sui 94 punti contenuti nella relazione finale approvata all’unanimità dalla commissione dei dieci: tra i punti più dibattuti del Sinodo si registra quello sulla comunione per i divorziati risposati che è passato con un margine ristretto: i 265 padri sinodali presenti in aula (su 270 totali) ha votato il paragrafo 85 con 178 «sì», appena due in più del quorum richiesto, contro 80 «no».ono stati 51 gli interventi su tutto il documento finale. «I battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo»: chiedono i vescovi. Nel testo c’è una importante apertura in tema di riammissione ai sacramenti approvata con appena un voto di scarto sui due terzi necessari, cioè con 178 su 265 presenti, quando il quorum era di 177. I contrari sono stati 80 (e quindi ci sono state 7 astensioni).

Apertura ai divorziati: «Caso per caso»
Il testo finale prevede che la comunione ai divorziati possa essere concessa caso per caso: «Il percorso di accompagnamento e discernimento orienta questi fedeli - si legge nella relatio finalis - alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio». «Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre - spiegano i vescovi - alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere. Dato che nella stessa legge non c'è gradualità, questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa». Il Sinodo chiarisce che da oggi la partecipazione dei divorziati risposati alla vita della Chiesa «può esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perciò discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate». «I divorziati risposati - dunque - non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo. Quest’integrazione è necessaria pure per la cura e l’educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i più importanti». Il Sinodo afferma anche che «per la comunità cristiana, prendersi cura di queste persone non è un indebolimento della propria fede e della testimonianza circa l’indissolubilità matrimoniale: anzi, la Chiesa esprime proprio in questa cura la sua carità».

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Mia riflessione:

In sintesi passa la concessione alla comunione e ai sacramenti per i divorziati e risposati. 

Forse per taluni il problema è sentito non grave, invece è grave, in quanto si da accesso ai risposati alla comunione e ai sacramenti, cosa che non vi è scritta da nessuna parte.
Può sembrare per molti meno grave dei matrimoni Gay sicuramente, e per fortuna o forse meglio di dire grazia di Dio che la chiesa in materia di unioni civili dei gay, ha detto il suo secco no.


Considero le parole del sinodo delle tesi, visto che esso vorrebbe tentare di rispondere alla problematiche attuali della famiglia moderna, senza tener conto della legge imposta da Cristo.

Si perché, il problema fondamentale non è veramente la famiglia, neppure la chiesa come istituzione religiosa, ma il nocciolo di tutta la questione in realtà è proprio il comando di Cristo che è una vera imposizione autoritaria, perché Cristo non ha lasciato alla chiesa un consiglio, No! Ha lasciato alla chiesa un comando, un imposizione, cioè la chiesa è obbligata se vuole attuare e seguire la legge eterna, imporre a se stessa i comandi imposti da Cristo, e tutto la questione sinodale si basa su questo concetto,  che nel caso del sinodo è contrario al concetto di autorità di Cristo .

(Dico imporre ed imposti, perchè nel momento in cui un qualsiasi essere umano, di sua spontanea volontà si pone sotto l'autorità di Cristo, quell'essere umano è obbligato a seguire la parola di Cristo, altrimenti è fuori da Cristo, per cui la legge di Cristo è imposta, perchè è un comando, imperativo).

Con abile astuzia è stata appositamente dimenticata, La legge di Cristo posta all’angolo messa nel cestino, al fine ultimo di poter investigare una soluzione per l’uomo non più sotto l’ottica di Cristo, quanto sotto l’ottica del principe del mondo.

Si perché il sinodo non ha contribuito ad un miglioramento reale propositivo verso la vita eterna, come è quello di Cristo, ma verso l’opposto, non per salvare l’anima, ma per dannarla, il sinodo ha in definitiva condannato l’umanità alla dannazione eterna. 

E stupidamente gli esseri umani accecati dal principe del mondo, vogliono seguire questa nuova ottica, che li porterà in breve tempo nelle braccia di satana, questo è dovuto alla più totale mancanza di fede e rispetto per Cristo, un vero e proprio desiderio di liberarsi di Cristo, non ancora del tutto attuabile, perché buona parte del mondo rimane ancora vivo il desiderio di rimanere sotto l’autorità di Cristo. 

Per fortuna che ciò è così, ma pian piano anche il resto del mondo che è ancora di Cristo, si adatterà alla nuova visione imposta dal sinodo di Francesco che allarga di fatto le famiglie della famiglia tradizionale per far entrare di prepotenza in essa, tutte le possibili variabili che l’essere umano immaginerà.



Penso che per risponde alla questione sinodale non si possa che rispondere con le parole di Cristo, cioè del vangelo inerente alla questione preposta … 

Ovviamente bisogna prima leggersi bene il resoconto dei lavori sinodali …

Diciamo che il linea di massima si è compreso che il sinodo sia approdato ad un risoluzione non unanime, che esso possa amministrare la Comunione anche  ai divorziati, ponendo come limite la decisione del vescovo, con la dicitura caso per caso.

Ora questo metodo di parlare è assolutamente ridicolo, per il semplice fatto che i divorziati sono milioni e milioni e volete che tutti i vescovi passino milioni di persone per decidere caso per caso? 

Ma dove!!, semmai essi demanderanno la responsabilità ai loro sottoposti, così alla fine non sarà più il vescovo a prendersi la responsabilità della decisione finale, ma direttamente i parroci. Non so quanti parroci si sentiranno in fede di fare ciò . 

Questo significa anche che la comunione ai divorziati risposati diverrà ben presto cosa scontata per tutti, senza nemmeno pensarci più, è questo in definitiva l’intento reale del sinodo di Francesco. 

Concedere a tutti liberamente senza più nessuna restrizione la comunione, in questo si supera la barriera imposta da Cristo, ma in questo modo si fa sacrilegio, così che tutti i cristiani risposati, saranno indotti nell’errore a far sacrilegio. 

Oltretutto pure i sacerdoti, i vescovi faranno sacrilegio, perché quello che conta in terra come in Cielo e così negli inferi, non è la volontà di un pontefice che non conta nulla, perché non possiede nessun potere divino effettivo, neppure se è un pontefice dichiarato autentico ha potere, se non fosse che è Cristo che glielo concede, ma la volontà decretata da Cristo stesso che non è il pontefice terreno. 

Per cui anche costoro fanno sacrilegio ad attuare una legge contraria a quella imposta per autorità divina da Cristo stesso. Sia i fedeli, che i sacerdoti ,che i vescovi che dovessero attuare questa legge sinodale contraria all’autorità di Dio, non solo fanno sacrilegio ma mangeranno la loro condanna, come il Figlio di Dio ha detto e dichiarato.